Questo testo è parte integrante di un libro che sto scrivendo che ha per titolo “IL GRANDE ORIENTE D’ITALIA. Storia, politica e filosofia della Massoneria occidentale”
di Giuliano Di Bernardo
Il 24 gennaio del 1993, in una solenne cerimonia, il Gran Maestro Giuliano Di Bernardo, dopo aver verificato la regolarità di tre Logge all’obbedienza del Grande Oriente d’Italia, (“Concordia”, “Delta Dunarii” e “Nicolae Balcescu”), dichiara formalmente costituita e consacrata la “Gran Loggia Nazionale di Romania”. Al termine della cerimonia di “passaggio della luce”, nomina Nicu Filip Gran Maestro e lo installa sul Trono di Re Salomone.
In tal modo, ho riportato la luce massonica in Romania. Poco dopo, però, sono iniziati i conflitti e le scissioni. Della Massoneria unita e fraterna che avevo fondato rimane. oggigiorno, solo una pallida immagine. Dopo circa 30 anni, in Romania esistono decine di Obbedienze massoniche (secondo alcune fonti più di 40, secondo altre circa 70) e un numero imprecisato di Ordini e Riti, che lottano tra di loro nel modo più indegno.
La confusione regna sovrana e coinvolge anche il rapporto tra la Gran Loggia Nazionale di Romania e il Rito Scozzese Antico e Accettato. Nel 2015, è scoppiato un conflitto tra Costel Iancu, il Sovrano Gran Commendatore del Rito, e il Gran Maestro Radu Bălănescu. Quest’ultimo voleva cambiare le Costituzioni dell’Ordine per favorire la sua rielezione. Inoltre, voleva sottomettere il Rito Scozzese Antico e Accettato, chiedendo che i rituali dei gradi 4°-33° fossero approvati dalla Gran Loggia. Il Sovrano Iancu si rifiutò e il Gran Maestro Bălănescu lo mise sotto accusa, rinviandolo al Tribunale Massonico, che lo sospese da ogni attività massonica il 21 settembre dello stesso anno. Il Gran Maestro Bălănescu ordinò di bruciare l’effige di Iancu tra le colonne del Tempio.
Il 25 settembre 2015 il Supremo Consiglio del Rito Scozzese elegge Stelian Nistor nuovo Sovrano Gran Commendatore. Poco dopo, nell’ottobre 2015, il Gran Maestro della Gran Loggia Nazionale di Romania firma il Concordato che definisce le relazioni con il Rito Scozzese di cui è Sovrano Stelian Nistor.
Nel febbraio-marzo 2019, il Gran Maestro Radu Bălănescu riprende le ostilità per subordinare alla Gran Loggia il Rito Scozzese, sabotando alcuni suoi eventi.
Nell’aprile 2020, la Gran Loggia Nazionale di Romania delibera, su proposta del Gran Maestro Radu Bălănescu:
- il ritiro del riconoscimento al Rito Scozzese Antico e Accettato;
- la costituzione del Supremo Consiglio di un nuovo “Rito scozzese di Romania 1881”;
- il rinvio alla Corte Massonica del Sovrano Stelian Nistor.
Segue il divieto per i membri delle Logge sotto l’obbedienza della Gran Loggia Nazionale di Romania di far parte del Rito Scozzese di cui è Sovrano Stelian Nistor.
Il Gran Maestro fa pressione sui massoni alla sua obbedienza per farli aderire al “Rito Scozzese di Romania 1881” guidato da Răzvan Buzatu, Gran Cancelliere della Gran Loggia, autoproclamatosi Sovrano Gran Commendatore, autorizzato e proclamato con Decreto del Gran Maestro (n. 3591/R.B./21 aprile 2020). A Razvan Buzatu succede Stefan Marian, per un periodo di alcuni mesi, il quale, quando comprende di essere una pedina del gioco di Bălănescu, si dimette dalla carica di Sovrano e il 12 febbraio 2021 si mette in sonno. Gli succede il 1° marzo 2021 uno stretto collaboratore del Gran Maestro, Alecu Racoviceanu, che si è dimesso dal Rito scozzese guidato da Stelian Nistor.
Le lettere inviate dal Supremo Consiglio della Giurisdizione Sud degli Stati Uniti e dai Supremi Consigli della Giurisdizione Nord, Gran Bretagna, Scozia, Grecia, Australia, Svizzera, Sudafrica, Italia, Germania, Francia, ecc., che condannavano la creazione di un altro Supremo Consiglio, non hanno avuto alcun effetto sulla decisione del Gran Maestro. Tutti i Supremi Consigli hanno riaffermato il riconoscimento e la regolarità del Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico e Accettato del Sovrano Gran Commendatore Stelian Nistor.
Il Gran Maestro Radu Bălănescu, a partire dall’aprile 2020, con la complicità dei vertici che esprimono i poteri giudiziario e legislativo, inizia un processo di bruciatura tra le colonne di tutti gli oppositori che sono rimasti fedeli al Sovrano Stelian Nistor.
L’8 giugno 2020 si insedia la “Commissione Speciale” della Gran Loggia Nazionale di Romania, la quale emette, il 15 giugno 2020, un Regolamento Speciale, che si basa sulle disposizioni dell’articolo 9.4 del Regolamento Generale della Gran Loggia, per accusare di abuso di potere il Gran Maestro, il Grande Oratore, il Presidente della Commissione della Corte Costituzionale, il Presidente del Tribunale Massonico, il Presidente e il Vicepresidente del Tribunale Superiore di Giustizia.
Il 30 giugno 2020, la Commissione Speciale, dopo aver accertato gli abusi di potere e altri reati massonici compiuti dal Gran Maestro, ai sensi dell’articolo 8 del Regolamento Speciale, emette la sentenza in base alla quale il Fratello Radu Ninel Bălănescu viene destituito dalla carica di Gran Maestro.
La Commissione Speciale accerta gli abusi di potere e i reati massonici compiuti anche dalle seguenti Autorità massoniche ed emana la sentenza della loro destituzione dalle cariche ricoperte: il Fratello Ovidiu Galeș è destituito dalla carica di Grande Oratore, il Fratello Gheorghe Iancu è destituito dalla carica di Presidente della Commissione “Corte Costituzionale”, il Fratello Dan Ștefan Spânu è destituito dalla carica di Presidente del Tribunale Massonico, il Fratello Giorgiu Coman è destituito dalla carica di Presidente del Tribunale Superiore di Giustizia Massonica, il Fratello Petre Buneci è destituito dalla carica di Vicepresidente del Tribunale Superiore di Giustizia Massonica.
In seguito alle destituzioni del Gran Maestro Radu Ninel Bălănescu e di alcuni membri della leadership della Gran Loggia, il governo della Gran Loggia Nazionale di Romania viene assunto da una leadership pro-tempore, fino all’organizzazione di una Convenzione Straordinaria per le nuove elezioni e l’adozione di una nuova Costituzione. La Convenzione Straordinaria del 17 aprile 2021 elegge George Ivascu come Gran Maestro per un mandato di 2 anni, elegge i membri del Gran Consiglio e adotta la nuova Costituzione.
È in questo momento che nella Gran Loggia Nazionale di Romania, da me fondata nel 1993, si determina una profonda spaccatura: da una parte, vi sono Logge che riconoscono la nuova leadership di George Ivascu come Gran Maestro, mentre, dall’altra parte, vi sono Logge che riconoscono la leadership di Radu Ninel Bălănescu. Entrambe le parti fanno ricorso al Tribunale civile per chiedere la difesa dei loro rispettivi diritti.
Il 22 aprile 2023, il Gran Maestro George Ivascu, al termine del suo mandato, organizza la Convenzione elettorale che elegge Vlad Nastase come Gran Maestro per un mandato di due anni.
Il 4 novembre 2023, il Gran Maestro Radu Ninel Bălănescu organizza la Convenzione elettorale che elegge Cătălin Viorel Tohăneanu come Gran Maestro.
Sembrava, a questo punto, che l’era di Radu Bălănescu fosse finita, dopo 13 anni di ripetuti mandati, ma questo solo in apparenza, perché egli è rimasto nella stessa carica di Gran Maestro, con lo stesso segretario, lo stesso stipendio, la stessa auto e lo stesso autista. Inoltre, Bălănescu è ancora il presidente dell’Associazione “Gran Loggia Nazionale di Romania”, un’entità giuridica ufficialmente registrata presso il Tribunale, che gli dà il diritto di firmare (o non firmare) tutte le transazioni finanziarie dell’Obbedienza massonica. Radu Ninel Bălănescu controlla ancora la maggioranza del Gran Consiglio.
In conclusione, nel 2025 la Gran Loggia Nazionale di Romania è divisa in due: da una parte, i massoni che riconoscono l’autorità del Gran Maestro Vlad Năstase (che teoricamente termina il suo mandato nel 2025), e dall’altra, coloro che riconoscono l’autorità del Gran Maestro Cătălin Viorel Tohăneanu, con Radu Ninel Bălănescu dietro le quinte. Esistono due Supremi Consigli: quello guidato da Stelian Nistor, riconosciuto dal Supremo Consiglio della Giurisdizione del Sud degli Stati Uniti e dagli altri Supremi Consigli da esso riconosciuti, e quello fondato da Bălănescu. Entrambi i Supremi Consigli hanno la base simbolica (i gradi di Apprendista, Compagno e Maestro) nella Gran Loggia Nazionale di Romania.
La Conferenza Mondiale dei Supremi Consigli del Rito Scozzese Antico e Accettato, organizzata da Stelian Nistor che ne assumerà la presidenza per i prossimi cinque anni, si terrà a Bucarest dall’8 all’11 maggio 2025, con la partecipazione di oltre 50 Supremi Consigli provenienti da tutto il mondo, compresi quelli della Giurisdizione Sud e della Giurisdizione Nord degli Stati Uniti.
Questa è la situazione attuale della Gran Loggia Nazionale di Romania, da me fondata del 1993 come espressione di fratellanza e di armonia.
CONFRONTO CON IL GRANDE ORIENTE D’ITALIA

Da un confronto con il Grande Oriente di Stefano Bisi, le analogie sono sorprendenti. Se Balanescu vedeva nel Sovrano del Rito Scozzese un ostacolo alle modifiche della Costituzione per la sua rielezione, Bisi ha visto nel Sovrano del Rito Scozzese una violazione del principio del negazionismo, non avendo Barbi partecipato alla Gran Loggia e criticando l’uso non corretto della giustizia massonica. In entrambi i casi, si addiviene all’interruzione definitiva dei rapporti con il Rito Scozzese. Sia nella Gran Loggia Nazionale di Romania sia nel Grande Oriente d’Italia i Gran Maestri fondano il Supremo Consiglio di un nuovo Rito Scozzese. Per analogia con quanto è accaduto nella Gran Loggia di Romania, possiamo supporre che il Supremo Consiglio della Giurisdizione Sud degli Stati Uniti continuerà a riconoscere il Rito Scozzese di Giulio Nigro (adesso di Andrea Roselli, su cui dirò presto qualcosa di sorprendente), a meno che esso non esca dai principi e dalla tradizione secolare.
Questo per quanto riguarda il rapporto delle due Obbedienze con il Rito Scozzese Antico e Accettato. Se, invece, esaminiamo il rapporto dei due Gran Maestri con i vertici istituzionali, troviamo profonde differenze. Nella Gran Loggia Nazionale di Romania, si è costituita la Commissione Speciale, per giudicare le accuse di abuso di potere rivolte al Gran Maestro e ai vertici istituzionali, che emana la sentenza di destituzione dalle cariche da loro ricoperte. Nel Grande Oriente d’Italia si poteva e si doveva fare la stessa cosa. Perché non è stata fatta? Chi avrebbe dovuto farla? La risposta all’ultima domanda fa comprendere il “tallone d’Achille”, il “ventre molle” di questa Obbedienza.
Diversamente dalla Gran Loggia Nazionale di Romania, i vertici che avrebbero potuto costituire una “Commissione Speciale” erano stati convinti sostenitori del “negazionismo” bisiano. Quando ne hanno preso le distanze, non solo non erano credibili ma non avevano la forza morale per sostenere quanto avevano prima negato. Ne è un tipico esempio l’accusa che Ugo Bellantoni rivolge a Leo Taroni dopo la sua candidatura a Gran Maestro: “sei un serpente traditore”. Da ciò si evince che i calabresi, Bisi, Taroni, Bonvecchio, Salsone e altri avevano non solo condiviso ma anche difeso il principio del negazionismo e che avevano tutti “mangiato alla stessa tavola”. Il che significa anche che gli oppositori avevano respinto le accuse di infiltrazione della ‘ndrangheta e della mafia nelle Logge del Grande Oriente d’Italia. Questo spiega perché, durante la campagna elettorale, non hanno esplicitamente condannato tali infiltrazioni ma si sono limitati alla indicazione del generico “atteggiamento mafioso” che esisterebbe nelle Logge. Anche qui, come avrebbero potuto condannare quanto era stato prima difeso da loro stessi? Non potevano. Se non proprio loro, chi avrebbe potuto costituire la Commissione Speciale? Nessuno. Questo spiega la profonda differenza con la Gran Loggia Nazionale di Romania.